Le case e i villaggi per vivere su Marte


Esibizione di "Beyond the Cradle" del 2018 al MIT Media Lab con prototipo in scala del progetto Redwood Forest e l’astronauta Paolo Nespoli


Nel numero 22 di PLaNCK! abbiamo parlato di come si potrebbe vivere su un altro pianeta. I bambini di oggi sono quelli che cammineranno su Marte domani… e potranno anche abitarci. Valentina Sumini, Space Architect al Massachusetts Institute of Technology di Boston, ci racconta come saranno le abitazioni e le città sul pianeta rosso.

 

Valentina, tu sei una Space Architect, ovvero “Architetta dello Spazio”. Di cosa ti occupi? 
Studio come organizzare la vita in condizioni estreme in orbita, sulla Luna, su Marte e sulla Terra. Al momento sto lavorando ad un hotel per turisti spaziali in orbita intorno alla Terra, un villaggio lunare e un progetto di case con serra su Marte.

 

Com’è fatta una casa “marziana”?
Come una bolla che isola l’ambiente interno da quello esterno, ricreando e mantenendo costante la pressione atmosferica a cui siamo abituati sulla Terra. La forma a cupola permette anche di usare poco materiale, che deve essere resistente e proteggere contro i pericoli del pianeta, come la mancanza di ossigeno.

 

Ci sono differenze tra una casa marziana e una lunare?
Sì e dipendono dalle caratteristiche dei corpi celesti: Marte ha un’atmosfera (lo strato di gas che avvolge i pianeti) molto sottile, la forza di gravità più bassa della nostra, laghi di ghiaccio e acqua liquida per brevi periodi. La Luna invece non ha atmosfera, la gravità è ancora più bassa e l’acqua si trova nelle rocce o in depositi di ghiaccio. Una missione marziana richiede meno risorse rispetto ad una sulla Luna. Insomma, Marte è più lontano, ma viverci potrebbe essere più semplice.

 

Nelle case marziane fluttueremo come sulla Stazione Spaziale? Un po’ scomodo per andare in bagno…
In una casa marziana la bassa gravità ci consentirebbe di muoverci quasi normalmente. In più il guscio esterno ci isolerebbe completamente e non avremmo nemmeno bisogno di una tuta spaziale! 

 

Come costruiremo le nostre case?
Portare tutto dalla Terra sarà impossibile, quindi bisogna sviluppare tecnologie per usare la roccia lunare e marziana, chiamata regolite, per produrre sul posto i componenti delle case come se fossero dei Lego e poi montarli.

 

E se volessimo progettare una città?
Allora dovremo creare tanti moduli, delle “casette” collegate fra loro in modo che gli astronauti possano socializzare e lavorare insieme, un po’ come accade con le stazioni di ricerca in Antartide. Il villaggio avrà serre per produrre le risorse per la sopravvivenza e impianti di riciclo per riutilizzare gli scarti. Dovremo pensare ad ogni nostra attività in un mondo con risorse che non saranno infinite. Progettare per lo spazio può insegnarci molto sulla tutela dell’ambiente e il riciclo!



Come fai a sapere che la tua idea funzionerà se non puoi testarla su Marte?
Sulla Terra esistono posti chiamati “analog”, sulle isole e nei deserti, dove gli astronauti testano installazioni, tute spaziali e metodi di coltivazione, che verranno poi inseriti nel progetto finale.

 

Che consigli daresti ai bambini e alle bambine che vogliono fare il tuo lavoro?
Datevi come obiettivo quello di conservare al meglio il bellissimo pianeta in cui vivete: solo così imparerete a risolvere le difficoltà che ci aspettano come futuri abitanti della Luna o di Marte.