IL DESERTO




«Ma quanto caldo fa?!» sbuffò Ambra, asciugandosi il sudore dalla fronte. Il sole batteva forte e il calore era insopportabile. «Direi proprio che stavolta il libro ci ha portati nel deserto».

Guido posò lo zaino a terra e ne estrasse un ombrellino. «Vieni, ripariamoci» disse, aprendolo.

«Come sei previdente» commentò Ambra.

«Ormai ho imparato che gli ecosistemi sono tutti diversi: non si sa mai cosa aspettarsi, bisogna essere preparati!» rispose Guido. «Certo che qui c’è solo sabbia a perdita d’occhio… Guarda quante colline!»

«È il vento che plasma i miei paesaggi» disse una voce sottile, secca e sussurrante. «Qui non ci sono alberi ad ostacolarlo ed è libero di correre. Così consuma le rocce, sollevando piccole particelle che poi deposita formando queste colline di sabbia, che si chiamano dune e cambiano spesso forma».

Ambra sorrise: «Ho già capito che sei un ecosistema molto interessante, Deserto».

«E anche un luogo in cui è difficile vivere» aggiunse Guido.

Il Deserto rispose: «Come sai, però, gli esseri viventi trovano sempre un modo. Molte piante, per esempio, sopravvivono sotto forma di semi custoditi nel terreno: solo quando arriva la pioggia, che è rara, intensa e breve, i fiori nascono e crescono velocemente, per poi sparire in pochi giorni. Altri vegetali restano sempre attivi grazie a strategie che permettono loro di cercare l’acqua nel terreno o di conservarla».

«Di questo sappiamo già qualcosa, grazie al nostro amico Baobab!» esclamò Ambra. «Però, il deserto fiorito… Dev’essere uno spettacolo!»

«E gli animali, come fanno a difendersi dal caldo?» chiese Guido, curioso come sempre.

«Nei modi più disparati» rispose il Deserto. «Le formiche, ad esempio, sfuggono al calore emanato dal suolo correndo in punta di piedi, con le zampe ad angolo retto rispetto al terreno. Alcuni serpenti si muovono come le lancette dell’orologio per inseguire l’ombra delle rare piante. Invece il fennec, una piccola volpe del deserto, si rinfresca grazie alle sue grandi orecchie: il sangue che scorre sotto la loro pelle rilascia il calore nell’aria, abbassando la temperatura del corpo. La maggior parte degli animali, inoltre, fa… la siesta! Un pisolino nelle ore più torride del giorno riduce le perdite d’acqua dovute al sudore».

«Accidenti, dev’essere dura resistere a queste temperature. Io e Guido siamo qui da pochi minuti, e già mi sto squagliando!» esclamò Ambra.

«Pensa che invece di notte fa freddissimo» sussurrò il Deserto. «Non c’è umidità nell’aria, ed è per questo che il sole può riscaldarla moltissimo. Ma questo calore scompare altrettanto rapidamente dopo il tramonto, proprio perché qui c’è pochissima acqua, che in altri ecosistemi trattiene il calore e lo rilascia lentamente di notte. L’atmosfera tersa ci regala anche un cielo spettacolare: qui si vedono tantissime stelle!».

«Che bellezza» sospirò Ambra, mentre il mondo attorno a lei iniziava ad apparire sfocato. «Ora dobbiamo andare, Deserto. Ma vorrei tornare a trovarti. Magari di notte!»

«Vi aspetto» rispose il Deserto con la sua voce leggera. «Il mio paesaggio cambia forma, ma io sono sempre qui».

 

prossimo episodio il 12 giugno –

 

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