Mai rinunciare al sogno di diventare astronauti!



Umberto Guidoni è stato nello Spazio due volte e durante la sua seconda missione è stato il primo astronauta europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. E pensare che è diventato astronauta quando meno se l’aspettava e già lavorava come ricercatore astrofisico!

 

Qual è il ricordo più bello che hai della tua esperienza nello Spazio?

Ho buone ragioni per ricordare entrambe le mie esperienze: la prima perché per la prima volta ho provato la sensazione di galleggiare senza peso e ho scoperto le bellezze della Terra girandoci intorno; la seconda perché mi ha dato l’opportunità di contribuire alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale.

 

E un brutto ricordo?

Durante la mia prima missione lavoravo a un esperimento con un satellite legato ad un cavo sottilissimo e lungo 20 km: c’è stato un corto circuito che ha bruciato il cavo e lo ha spezzato di netto, facendo scappare via il satellite.

 

Perché hai scelto di fare l’astronauta?

Era un sogno che avevo fin da bambino. All’epoca però non era realizzabile perché solo Russi e Americani andavano nello Spazio, quindi crescendo ci ho rinunciato e sono diventato astrofisico. Poi c’è stato un accordo per far volare un italiano sullo Shuttle ed è stato fatto un bando di concorso. Io ho fatto domanda e sono stato scelto.

 

Che odore c’è nello Spazio?

Essendo spazi chiusi, nello Shuttle e nella Stazione Spaziale Internazionale l’odore non è dei migliori, ma stando lí uno non se ne accorge! Un odore che ricordo è quello delle tute quando gli astronauti vanno fuori: quando rientrano hanno un odore forte e pungente, come quello della polvere da sparo. Noi lo chiamiamo “l’odore dello Spazio”.

 

Negli ultimi anni ti sei dedicato alla divulgazione. Ti ricordi una domanda particolarmente strana o difficile fatta da un bambino?

Una volta una bambina, riguardo gli uomini che galleggiano nella Stazione Spaziale Internazionale, mi chiese: “Se gli uomini possono volare, gli uccelli volano?”. Ci ho dovuto pensare, ma ovviamente sì, anche gli uccelli volerebbero, con la differenza che un colpo d’ala avrebbe un effetto molto più forte che sulla Terra.

 

Chi è bambino oggi vedrà l’uomo arrivare su Marte?

Io penso di sì. Il bambino o la bambina che camminerà su Marte è già nato.