Una geologa al servizio della giustizia



Rosa Maria Di Maggio è una pioniera della geologia forense in Italia: dopo la laurea in geologia ha iniziato a lavorare nel laboratorio di analisi dei terreni della polizia scientifica. Ora è una libera professionista che svolge attività di perito e consulente per giudici, pubblici ministeri e avvocati. Dal 2011 Rosa Maria è inoltre responsabile europeo di un gruppo internazionale chiamato “IUGS Initiative on Forensic Geology”, che si occupa di divulgare le applicazioni della geologia forense presso tutte le forze dell’ordine, e di definire delle linee guida operative valide a livello internazionale.

 

Che cos’è la geologia forense?

La geologia forense è una disciplina che applica le tecniche delle Scienze della Terra, ovvero analisi sui materiali geologici e sugli ambienti, per aiutare le indagini della polizia. Le tipologie di crimine per le quali la geologia forense può essere di aiuto sono diverse: sequestri e omicidi, danni contro i beni culturali, come ad esempio i monumenti, ma anche reati contro l’ambiente, ovvero tutte quelle azioni illegali compiute dall’uomo che, modificando il territorio, provocano disastri come frane e allagamenti.

 

Un esempio?

Un esempio è l’analisi dei terreni, dalla quale si può dire sia nata la geologia forense. Pensate che già alla fine dell’ottocento Sir Arthur Conan Doyle, nella serie di romanzi “Le avventure di Sherlock Holmes“, prevedeva che l’astuto investigatore risolvesse molti dei casi proprio attraverso lo studio di tracce di terreno. Dall’analisi del terreno è infatti possibile collegare una persona con la scena del delitto: si sequestrano le sue scarpe, si preleva del terriccio da queste e lo si confronta con quello prelevato dalla scena del crimine. Anche se non sembra, il terriccio non è uguale ovunque, ma è composto da tanti elementi in combinazioni, proporzioni e quantità diverse: un po’ come un minestrone che assume un sapore diverso a seconda delle verdure usate e delle loro quantità. I tipi di terreni sono di un numero illimitato e possono essere diversi anche a distanza di pochi metri!

 

Che tipo di analisi si fanno sul terreno?

Innanzitutto si usa il microscopio per studiare forma, dimensione, colore e lucentezza delle microparticelle che formano il terreno.  Poi si usano i raggi X per individuare quali minerali sono presenti. Nel terreno si possono trovare anche diversi materiali, come semi e foglie, ma anche carta e plastica: tutto materiale molto importante nell’indagine, perché permette di capire ancora meglio il luogo da cui provengono le tracce di terreno.

 

La cosa che ti piace di più del tuo lavoro?

Amo la verità e l’imparzialità del dato scientifico, che deve però essere correttamente interpretato e contestualizzato.  La mia soddisfazione più grande, infatti, non è incastrare il colpevole o dimostrare che qualcuno è innocente, ma riuscire a capire che cosa ci “raccontano” le prove raccolte, in modo da aiutare chi deve giudicare ad avvicinarsi il più possibile alla verità.