Luci colorate sul fondo del mare: il calamaro di Humboldt



Immagina di trovarti nelle profondità dell’Oceano Pacifico, ad oltre duecento metri dalla superficie. Tutto è avvolto dall’oscurità. La vita laggiù non dev’essere semplice. Eppure per il calamaro di Humboldt (Dosidicus gigas), grande predatore delle acque profonde, il buio non sembra essere un problema. Questo animale riesce infatti a comunicare efficientemente con i propri simili anche in mancanza di luce. Ma qual è il suo segreto? Ce lo svela uno studio condotto da un gruppo di scienziati che hanno analizzato il comportamento di 30 esemplari di calamaro in un’area tra i 200 e gli 800 metri di profondità, servendosi di telecamere montate su piccoli sottomarini guidati a distanza.

 

Una strategia… luminosa

Innanzitutto gli studiosi hanno cercato di capire come sia possibile trasmettere segnali in un luogo così buio.

Il segreto è la bioluminsescenza, cioè la capacità di illuminare il proprio corpo. La luce viene emessa dai fotofori, organi speciali che si illuminano grazie all’azione di una molecola chiamata “luciferina”. In molti animali, i fotofori si trovano sulla superficie esterna del corpo, mentre nel caso del nostro calamaro sono incastonati nel tessuto muscolare e fanno brillare il suo corpo dall’interno!

Ma per trasmettere segnali complessi, non basta la luce. Il calamaro di Humboldt possiede infatti cellule chiamate “cromatofori” che contengono sostanze colorate e creano forme multicolori sulla sua pelle. La luce proveniente dall’interno del corpo rende visibili i disegni anche al buio: macchie e strisce, figure complesse in cui si alternano colori chiari e scuri.

 

Un linguaggio speciale

Capito come vengono prodotti i segnali luminosi, i ricercatori hanno osservato il modo in cui i calamari li utilizzano per trasmettere comunicazioni precise durante la caccia: vediamo cosa hanno scoperto. Le immagini appaiono su più lati del corpo dell’animale, in modo che siano visibili da ogni direzione per coordinare l’intero gruppo. I segnali stabiliscono una gerarchia, dirigono i movimenti nel mare aperto e determinano l’ordine in cui i membri attaccano durante la caccia. Ogni segnale ha un significato: mentre inseguono la preda i calamari assumono una colorazione prevalentemente scura e poi, subito prima di colpire, manifestano un mosaico di colori in movimento. I segnali possono essere combinati fra loro in modo diverso per trasmettere informazioni maggiormente complesse. Ecco svelato il raffinato sistema di comunicazione del calamaro di Humboldt!

 

Lo studio a cui ci riferiamo in questo articolo si intitola “Bioluminiscent backlighting illuminates the complex visual signs of a social squid in the deep sea”, di P. Buford e B. H. Robison, (PNAS, marzo 2020).