di Ilaria Trento

Non importa quanto avete viaggiato negli ultimi cinque anni, speriamo che non abbiate fatto tanta strada quanta quella percorsa dalla sonda Juno. Lanciata da Cape Canaveral, in Florida, il 5 agosto 2011 ha raggiunto Giove solo il 4 luglio 2016.

Juno non è atterrata direttamente su Giove, semplicemente perché non c'è alcuna pista per l'atterraggio: il pianeta gassoso non ha infatti alcuna superficie solida.

Gli astronomi della NASA si aspettano che il viaggio di Juno durerà fino al febbraio del 2018. Se così fosse, sarà una cosa molto buona, dal momento che la sonda ha un sacco di lavoro da fare. Juno è previsto che ruoti attorno all’orbita di Giove almeno 32 volte. Le informazioni che il veicolo spaziale raccoglierà potrebbero aiutare gli scienziati a rispondere ad alcune grandi questioni non solo su Giove, ma anche sulla storia del nostro sistema solare.

Giove trasporta 4,5 miliardi di anni di chimica cosmica nelle sue nuvole. Studiare l'atmosfera di Giove è come leggere gli anelli degli alberi del sistema solare stesso. Con i suoi strumenti Juno sta studiando l’atmosfera di Giove cercando acqua, idrocarburi e altri materiali organici che erano presenti nel sistema solare primordiale. Sta anche sondando le nuvole profonde alla ricerca di un possibile nucleo solido. Ciò potrebbe fornire indizi su come si siano formati i pianeti gassosi giganti. 

Gli osservatori spaziali sperano che Juno possa contribuire a suscitare interesse per Giove nel suo complesso. Giove, di certo, non è casa adatta alla vita. Ma tre delle sue lune, Ganimede, Callisto e Europa, potrebbero esserlo. Esplorare il più grande pianeta del nostro sistema solare potrebbe rivelare qualcosa di enorme. 

Dalle prime analisi sembra che Giove non sia proprio come hanno sempre pensato i ricercatori. Per ora ci sono pochi dati per convalidare le nuove ipotesi. Ma se le prime osservazioni verranno confermate, Juno ha ancora tante novità e sorprese da raccontarci!

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