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VITA NELLO SPAZIO? Scopriamo dove si nasconde! A cura di Laura Paneghetti, Redazione Arianna Ricchiuti è un’astrobiologa e divulgatrice scientifica al Planetario di Bari. Ma cosa fa un’astrobiologa, va a caccia di ufo? Proprio no! Lasciamo la parola a lei per spiegare meglio di cosa si occupa… Cos’è l’astrobiologia? È l’ambito della biologia che studia le origini e l’evoluzione della vita nell’Universo. Ma a un bambino direi che è la scienza più bella in assoluto, perché combina le due scienze più affascinanti! Da un lato la biologia, che ci permette di capire come siamo fatti, come funzioniamo noi e la vita sulla Terra; dall’altro l’astronomia, che ci consente di guardare più lontano ed espandere i nostri orizzonti. Da dove nasce la tua passione per questa materia? Ho sempre voluto fare astronomia, ma matematica e fisica non sono il mio forte, inoltre avrei dovuto trasferirmi in un’altra città per studiarla.
LA FOTOGRAFA DELLE STELLE A cura di Laura Paneghetti, Redazione Arianna Vettorello è una geologa con la passione per l’astronomia e l’astrofotografia, ossia la fotografia che ritrae stelle, pianeti e lune. Ma come si fa a fare una foto a una stella? Ve lo raccontiamo qui. Da dove nasce la tua passione per l’astrofotografia? Dal desiderio di vedere più stelle! Sono appassionata di fotografia naturalistica da tempo e mi sono avvicinata all’astrofotografia perché mi sono resa conto che le foto permettono di vedere molto più di quanto sia umanamente possibile. L’obiettivo della fotocamera, infatti, percepisce e registra molta più luce rispetto all’occhio nudo. Come si fa a fotografare le stelle? Tecnicamente è un po’ complicato. Innanzitutto, bisogna trovare un luogo adatto: buio e con poca luce artificiale. È necessario anche controllare le fasi lunari per evitare che ci sia la Luna, che interferisce con la sua luce. Poi deve esserci...
AIUTO STO CADENDO... IN UN BUCO NERO! A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Matteo Bachetti si è laureato in fisica all’Università di Cagliari e ha sempre avuto un debole per l’astronomia. Con il suo dottorato si è specializzato in astrofisica e, dopo qualche anno in Francia, ora è ricercatore stabile all’Osservatorio Astronomico di Cagliari, dove studia soprattutto i buchi neri. Com’è possibile “vedere” i buchi neri? La stragrande maggioranza delle stelle sono in coppia: una stella orbita attorno ad un’altra stella, e per questo si chiama “compagna”. Lo stesso vale per i buchi neri, che sono riconoscibili proprio grazie al loro “compagno”. Un buco nero, infatti, diventa “visibile” solo quando sta facendo qualcosa a ciò che gli sta intorno. Ma cosa si vede esattamente di un buco nero? Quando viene attratta da un buco nero, la materia inizia a girare intorno...
ELISA E I RAGGI MISTERIOSI Alla scoperta dei raggi gamma A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Suonano come delle armi potentissime in mano a un personaggio malvagio dei cartoni animati, invece i raggi gamma sono l’argomento di studio di Elisa Prandini, astrofisica del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova. L’abbiamo incontrata per farci spiegare cosa sono questi raggi e perché sono così interessanti… Cosa sono i raggi gamma? La luce e i colori che vediamo sono solo una piccola parte della luce “totale”, che è fatta di onde di diverse dimensioni: da molto grandi a molto piccole. Le onde di luce più piccole sono invisibili ai nostri occhi e sono quelle con la maggiore energia; tra queste, i raggi gamma sono le onde alle energie più alte possibili. Da dove arrivano questi raggi? Io studio i raggi gamma che arrivano da galassie...
FARE L'ASTRONAUTA? Un sogno che avevo fin da bambino e a cui non ho mai rinunciato! A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Umberto Guidoni è stato nello Spazio due volte e durante la sua seconda missione è stato il primo astronauta europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (SSI). E pensare che è diventato astronauta quando meno se l’aspettava e già lavorava come ricercatore astrofisico! Qual è il ricordo più bello che hai della tua esperienza nello Spazio? Ho buone ragioni per ricordare entrambe le mie esperienze: la prima perché per la prima volta ho provato la sensazione di galleggiare senza peso e ho scoperto le bellezze della Terra girandoci intorno; la seconda perché mi ha dato l’opportunitá di contribuire alla realizzazione della SSI. E un brutto ricordo? Durante la mia prima missione lavoravo a un esperimento con un satellite legato ad...
EHI, COMETA... SORRIDI CHE SCATTO! Una raccolta di foto per svelare i misteri delle comete A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) La missione “Rosetta” dell’Agenzia Spaziale Europea ha avuto grande successo e popolarità: partita nel 2004 e conclusasi l’anno scorso, ha permesso di raccogliere molte informazioni sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Tra gli scienziati coinvolti nel progetto c’è anche Fiorangela La Forgia, assegnista di ricerca del dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova che analizza le foto della cometa. Come si fa a studiare una cometa attraverso le foto?La sonda Rosetta era dotata di una serie di fotocamere che “guardavano” la cometa e possedevano dei filtri speciali per vedere diverse lunghezza d’onda della luce (ossia diversi colori che compongono la luce). Questi strumenti sono alla base della “spettrofotometria”: una tecnica che permette di vedere...
TRAMONTI... DI UN ALTRO PIANETA! A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Gli esopianeti sono pianeti che girano attorno ad una stella diversa dal Sole, ben lontani dal nostro Sistema Solare. Eppure è possibile studiarli restando sulla Terra. Ce lo ha raccontato Lorenzo Pino, astrofisico all’ultimo anno di dottorato che si sposta tra Padova e Ginevra per le sue ricerche proprio sugli esopianeti. Cosa studi degli esopianeti? Gli esopianeti si possono studiare in diversi modi: da una parte ci sono i cacciatori di questi pianeti, che vanno alla loro ricerca fuori dal nostro Sistema Solare; dall’altra ci sono gli scienziati che si dedicano allo studio delle caratteristiche degli esopianeti, come ad esempio l’atmosfera (ossia l’involucro gassoso dei pianeti). Io appartengono a questi. In cosa consiste il tuo lavoro? In pratica guardo i tramonti su pianeti diversi dal nostro! Su...
GEOLOGI AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA! Alla scoperta della geologia forense A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Rosa Maria Di Maggio é una pioniera della geologia forense in Italia: entrata in polizia come atleta della nazionale femminile di scherma, dopo la laurea in geologia ha iniziato a lavorare nel laboratorio di analisi dei terreni della polizia scientifica. Ora è una libera professionista che svolge attività di perito e consulente per giudici, pubblici ministeri e avvocati. Che cos’è la geologia forense?La geologia forense è una scienza che applica le tecniche delle Scienze della Terra alle indagini della polizia su diversi tipi di crimini: sequestri e omicidi, ma anche abusi edilizi, deforestazione, frane, allagamenti, e danni ai monumenti. Un esempio?Lo studio dei materiali geologici, e del terriccio in particolare, consente di collegare una persona con la scena del delitto: si sequestrano le sue...
CONFINI A PASSEGGIO Quando lo scioglimento dei ghiacci modifica i confini tra le nazioni... e l'aiuto arriva anche dall'arte! A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Italian Limes è un progetto artistico-scientifico che invita a riflettere sul tema dei confini. Il cuore del progetto è un’installazione interattiva in cui un braccio meccanico disegna su una mappa gli spostamenti del confine tra Italia e Austria. Ma come fa un confine a muoversi? Ce lo spiega Marco Ferrari, architetto dello studio Folder e co-ideatore del progetto. Com’è nato Italian Limes?Il progetto è nato da un invito della Biennale di Venezia a presentare una proposta per la mostra “Monditalia”. Per l’occasione abbiamo voluto esplorare il contrasto dell’Europa di oggi, in cui sulla carta sono definite le linee di confine, ma nella realtà le frontiere sembrano svanite. È stato durante...
Geologia e tecnologia spaziale La tecnica InSAR: i satelliti al servizio della Terra A cura di Laura Paneghetti, Master in Comunicazione delle Scienze (Università di Padova) Simone Fiaschi ha concluso da poco un dottorato in Geologia all’Universitá di Padova. Durante le sue ricerche si è specializzato in una tecnica dal nome un po’ difficile: l’Interferometria Radar Satellitare, abbreviata nella sigla InSAR. Si tratta di una tecnica che unisce geologia e tecnologia spaziale per vedere spostamenti piccolissimi della superficie terrestre e delle costruzioni umane. Ma lasciamo che sia Simone a spiegarcela... Simone, in cosa consiste l’Interferometria Radar Satellitare? Si tratta di una tecnica che sfrutta i satelliti che orbitano a 700-800 km di quota: questi emettono delle microonde (le onde radar) che colpiscono gli oggetti presenti a terra e vengono riflesse verso i satelliti stessi. Grazie a questi satelliti ci vengono fornite delle particolari immagini della...

Su cosa lavorano gli scienziati? Quali sono gli argomenti che affronta oggi la ricerca? Facciamocelo raccontare da articoli e interviste!